Quando si vota per le primarie del PD, chi può votare, cosa serve?

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Puoi votare se hai almeno 16 anni e sei: cittadino italiano, cittadino europeo con residenza in Italia, o cittadino di un altro paese con permesso di soggiorno in Italia.
Per votare basta un documento d’identità e la tessera elettorale. Per i minorenni e i cittadini stranieri serve solo il documento.

Gli studenti universitari e i lavoratori fuori sede, anche extracomunitari con permesso di soggiorno, possono votare nella città dove studiano o dove lavorano. Tale decisione deve essere comunicata alla sede provinciale del Partito Democratico del luogo in cui si studia o si lavora entro le 19 del 23 ottobre. Puoi trovare l’indirizzo su http://www.partitodemocratico.it

Le schede sono due: una di colore azzurro per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, un’altra di colore rosa per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Regionale.
Sceglierai il tuo Segretario tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati ad esso collegati.

E non dimenticare di versare un contributo minimo di 2 euro per aiutarci a sostenere l’iniziativa. Al momento del voto riceverai la molletta “Ci tengo”, simbolo di queste primarie.

Si vota nel proprio comune o municipalità di residenza:

I SEGGI DELLA CITTA’ DI CATANIA

1° MUNICIPALITA’ PIAZZA STESICORO
2° MUNICIPALITA’ CORSO ITALIA, ANGOLO VIA PASUBIO
3° MUNICIPALITA’ PIAZZA BORGO
4° MUNICIPALITA’ PIAZZA DEL CARMELO
5° MUNICIPALITA’ PIAZZA CHIESA MADRE
6° MUNICIPALITA’ PIAZZA SPEDINI
7°-8° MUNICIPALITA’ C.SO INDEPENDENZA 123
9° MUNICIPALITA’ PORTICO CHIESA RESURREZIONE DEL SIGNORE
10° MUNICIPALITA’ PIAZZA CHIESA SANTA CROCE

Rettifica candidature

Nei giorni scorsi è comparso erroneamente in una delle liste della città di Catania il nominativo di Lo Re Paola. Si tratta di un errore, ci scusiamo con l’interessata e rettifichiamo.

Organizzazione Pd Catania

Le bugie del Governo Berlusconi

L’Italia di Berlusconi non è quella che vi stanno raccontando…

Non dà risposte di fronte alla crisi
Di fronte alla crisi tutta l’Europa si è mossa. L’Italia no. Forse non tutti sanno che il governo Berlusconi è l’unico a non aver stanziato risorse vere per contrastarla. Lo dice il Fondo Monetario Internazionale: siamo fermi allo 0,2% del Pil contro il 2,3% della Spagna e l’1,6% della Germania, solo per fare due esempi.
La realtà è che per sostenere salari e stipendi degli italiani, tra i più bassi d’Europa, le misure del governo
sono state del tutto insufficienti.
E questo mentre l’UE stima il nostro tasso di disoccupazione, oggi al 6,8%, all’8,8% nel 2009, con previsioni del 9,4% per il prossimo anno. Vorrebbe dire 2 milioni e 300 mila disoccupati, 600 mila più di oggi.

… non è un Paese giusto e solidale
Nel nostro Paese gli ammortizzatori sociali non li hanno la metà dei dipendenti del settore privato, vale a dire 7
milioni e mezzo di lavoratori, e non li hanno 3 milioni di persone che lavorano con un contratto precario.
Il governo ha ridotto le politiche sociali e la social card è stata un vero fallimento: doveva andare a 1 milione 300 mila cittadini, ma al 5 aprile scorso solo 517 mila
carte erano cariche. Per non parlare dei disagi nel suo utilizzo e del fatto che alle risorse destinate alla carta, 450 milioni di cui solo 200 stanziati dal governo, è corrisposta una equivalente riduzione dei trasferimenti per i servizi offerti dai Comuni.
La realtà, così, resta quella descritta dall’Istat: a vivere in povertà oggi sono 2 milioni 653 mila famiglie e 7 milioni 542 mila individui.
La realtà è quella di una sanità pubblica pesantemente colpita dai tagli: meno risorse per la manutenzione e la costruzione degli ospedali, meno posti letto, meno cura della salute dei cittadini.
In compenso dal 1° maggio sono aumentati, anche del 20%, i pedaggi autostradali. Il governo ha regalato una concessione di trent’anni: le tariffe aumentano in base
all’inflazione, non più tenendo conto degli investimenti e delle manutenzioni fatte, e cioè dell’attenzione per la sicurezza.
Forse non tutti sanno che dietro tante belle parole sul Mezzogiorno, la realtà è che il governo lo colpisce con sistematici tagli agli investimenti infrastrutturali e con la cancellazione del credito d’imposta automatico
per le imprese. Ed è realtà il fatto che il Fondo per le aree sottoutilizzate è stato usato come un “bancomat”, dal quale sono stati prelevati 17 miliardi di euro per fare altro, ad esempio per finanziare il taglio dell’Ici per i più ricchi.

Non è un Paese per i lavoratori e le famiglie
Forse non tutti sanno che in un Paese in cui un lavoratore su otto è precario, il governo introduce il divieto di reintegro in seguito a sentenza del tribunale e blocca la stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni
avviata a suo tempo dal Governo Prodi. E la realtà, così,
è che entro luglio perderanno il posto, dopo aver lavorato per anni, più di 50 mila persone.
E se una donna lavoratrice vuole diventare madre, oggi più di ieri, rischia di essere licenziata: il governo ha deciso la soppressione della legge, introdotta dal centrosinistra, che evitava la piaga delle “dimissioni in bianco”, quelle pretese dal datore di lavoro al momento dell’assunzione.
Forse non tutti sanno che questo è il governo che svuota e rinvia l’entrata in vigore delle norme e della legislazione sulla sicurezza del lavoro, vuole limitare i controlli degli ispettori e ridurre le sanzioni previste per i datori
che non osservano la legge. L’Italia, così, continuerà ad avere il terribile record delle morti sul lavoro, le “morti bianche”.
Forse non tutti sanno che a non beneficiare del bonus famiglia inserito dal governo nel decreto anticrisi sono proprio le famiglie numerose, meno 7 miliardi da qui al 2010.

Forse non tutti sanno che il governo ha smantellato le norme per contrastare l’evasione fiscale e ha dimezzato le sanzioni per chi evade. Le conseguenze reali? Le
entrate dello Stato sono crollate, i disonesti continuano a non pagare le tasse e milioni di italiani perbene sono sempre più tartassati, visto che la pressione fiscale
è al livello più alto degli ultimi dieci anni.

… non è un Paese per giovani
Il governo non vede una realtà che ogni paese europeo mette al primo posto: i giovani, con il loro sapere, sono la chiave per entrare nel futuro.
In un settore decisivo come quello dell’istruzione taglia con l’accetta e alla cieca. Gli insegnanti e i professori sono un numero da far quadrare. Gli edifici scolastici un
problema secondario. Il maestro unico e il voto in condotta uno specchietto per le allodole per nascondere che nella scuola e nel domani non si crede e non si investe.
Forse non tutti sanno che le uniche misure riservate all’Università italiana sono stati i tagli per oltre
un miliardo e mezzo e il blocco del turn over. La realtà continua ad essere quella di un Paese che è “maglia nera” per numero dei giovani laureati e che investe in ricerca
e sviluppo la metà di quanto in media non si faccia nel resto d’Europa.

… non è un Paese per l’ambiente
La realtà, nei grandi paesi d’Europa, è che l’ambiente è un bene da tutelare, non da saccheggiare. In Italia, e solo da noi, c’è invece un governo che promuove in materia urbanistica la deregulation, presenta un piano casa nato senza alcuna preoccupazione per la qualità del territorio
e la sicurezza degli edifici, cerca di eliminare le agevolazioni per gli interventi sul risparmio energetico delle abitazioni.
La realtà è che di fronte alla crisi, l’ambiente è un’opportunità per crescere e creare nuovi posti di lavoro,
non un problema. Nel nostro Paese, invece, c’è un
governo che non si preoccupa dei cambiamenti climatici, si
avventura in un generico ritorno al nucleare, riduce gli incentivi per le fonti rinnovabili, deprime le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione ambientale.

… non è un Paese per la cultura
Forse non tutti sanno che in un anno sono stati chiusi più di quattrocento teatri, il cinema è stato lasciato senza ossigeno, sono state commissariate molte fondazioni liriche e sono a rischio di imminente smobilitazione strutture musicali e festival internazionali. Coerente con tutto questo, il taglio di 200 milioni di euro subito dal Fondo unico per lo spettacolo. La realtà è che uno dei nostri beni più preziosi, la cultura, per il governo è una cosa secondaria.

… non è un Paese uguale per tutti
Lo si è visto subito: appena insediato, il governo ha varato, in tempo record e mortificando il Parlamento, il Lodo Alfano. Con un grave strappo al dettato costituzionale, è stata garantita l’immunità al Presidente
del Consiglio e alle più alte cariche istituzionali. La realtà, per il governo, è racchiusa in un principio: alcuni cittadini, di fronte alla legge, sono “più uguali” degli altri.

… non assicura una giustizia efficiente
In un settore delicatissimo come la giustizia la durata dei processi è sempre più lunga e la certezza della pena è un miraggio. L’unica cosa certa sono i tagli del governo che colpiscono in particolare l’edilizia carceraria e il reclutamento di nuovi agenti di custodia.
Forse non tutti sanno che il disegno di legge sulle intercettazioni dice di difendere la “privacy”, mentre in realtà indebolisce la ricerca della prova, strumento in
questi anni indispensabile per risolvere casi di criminalità organizzata, terrorismo, estorsioni e
pedofilia.

Forse non tutti sanno che il governo continua a prorogare, mettendone anche in discussione la retroattività, l’entrata in vigore della legge sulla class action, fondamentale per tutelare migliaia di cittadini consumatori che hanno visto colpiti i loro diritti e chiedono giustizia.

… non è un Paese che investe sulla sicurezza
Parlano tanto di sicurezza, ma l’unica cosa reale sono i tagli alle risorse per le forze dell’ordine. Il resto sono parole, come la propaganda sull’impiego di soldati, peraltro in numero insufficiente e non appositamente
addestrati, o peggio ancora misure come le ronde, che
vanno contro la dignità e la professionalità delle forze di polizia e alimentano il pericoloso concetto della “giustizia privata”.

… non ama il tuo Comune
Il governo è federalista a parole e centralista nei fatti. Forse non tutti sanno che in realtà ha sistematicamente colpito l’autonomia finanziaria dei comuni e delle province con l’abolizione completa dell’Ici sulla prima casa per i più ricchi senza compensare adeguatamente i comuni, con il blocco dell’autonomia impositiva degli enti locali, con il taglio dei trasferimenti e dei fondi per le politiche sociali e con un patto di stabilità molto restrittivo.

… non è autorevole agli occhi del mondo
L’Italia ha perso autorevolezza sulla scena internazionale e non rispetta gli impegni presi per gli aiuti allo sviluppo: i fondi ad essi destinati sono anzi stati tagliati del 50%.
Freedom House, l’istituto di ricerca che studia il livello di libertà democratica nel mondo, ha collocato l’Italia
di Berlusconi tra i paesi par-zialmente liberi. Il motivo? Innanzitutto la libertà di stampa, e cioè “l’uso crescente di tribunali e leggi sulla diffamazione per limitare la libera espressione” e “i timori relativi alla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati nelle mani di un unico leader”.

QUALCHE NUMERO
Tra i 24 e i 34 anni in media, in Europa, il 30% dei giovani è laureato. In Italia solo il 19%
In Europa in ricerca e sviluppo si investe in media il 2% del Pil. In Italia solo l’1,1%
Fondo politiche sociali:meno 660 milioni di euro
Mezzogiorno: meno 17 miliardi di euro
Pedaggi autostradali: aumenti fino al 20 %
Pressione fiscale:più 0,7 %, pari al 43,5 %
(Previsione 2009 – Fonte Ministero Economia)
Entrate Iva: meno 10,6 %
(Primi tre mesi 2009 – Fonte Ministero Economia)
Entrate tributarie: meno 5,4 %
(Primi tre mesi 2009 – Fonte Banca d’Italia)
Spettacolo: meno 200 milioni di euro
Sicurezza e difesa: meno 3 miliardi di euro, meno 40.000 addetti
Fonte: Sindacati e Cocer, 2008
Giustizia:meno 800 milioni di euro
Lentezza giustizia civile:2.269 milioni di euro persi
dalle imprese

L’Italia che vogliamo è di nuovo un bel Paese è vicina alle persone e alle imprese se alla sua base c’è, a livello mondiale, l’enorme disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, la crisi può essere l’occasione, per l’Italia, di tornare a crescere in modo più
giusto. Il Partito Democratico ha per questo proposto misure come il contributo di solidarietà e come l’assegno
di disoccupazione per chi perde il lavoro e non può godere di ammortizzatori sociali. E alle imprese, lo Stato deve garantire un sostegno per accedere a tutto il credito di cui hanno bisogno e l’immediato pagamento da parte della Pubblica Amministrazione dei debiti per le forniture di beni e servizi.

… è un Paese che guarda ai giovani e al futuro
I giovani, la loro formazione, la loro professionalità, sono la vera risorsa di ogni Paese. L’Università e la ricerca hanno bisogno di più autonomia, più valutazione e riconoscimento del merito, più investimenti pubblici e privati, più concorsi aperti e trasparenti, senza
nepotismi, localismi e lobbismi.

… è un Paese che valorizza l’ambiente
L’ambiente, la green economy, per un Paese come il nostro sono la chiave per uscire dalla crisi e delineare un nuovo modello di sviluppo.
L’Italia deve imboccare con decisione la strada dell’innovazione, della ricerca, della diffusione delle fonti rinnovabili. E quindi più veicoli elettrici e ibridi, più sistemi di mobilità alternativa, più norme e incentivi
nel segno del risparmio e dell’efficienza energetica.

… è un Paese civile
Noi rifiutiamo l’equazione “immigrazione uguale insicurezza”. Le ronde, i medici e i presidi “spia” degli immigrati clandestini, proposte assurde come quella dei posti sulla metropolitana riservati ai residenti,
conducono su una strada pericolosa, fatta di esclusione e di
odio. L’Italia che vogliamo crede all’integrazione e su di essa punta per costruire la società del futuro. È il riconoscimento dei diritti, che porta al rispetto dei doveri e alla crescita della sicurezza e della convivenza
civile.

… è un Paese che non ha paura
Per noi la sicurezza non è solo contrasto all’“emergenza”. È affermazione quotidiana della legalità, è impegno per liberare intere aree del Paese dalla morsa della criminalità organizzata e per difendere i cittadini dai reati che rientrano nella cosiddetta “microcriminalità”
ma che in realtà possono sconvolgere una vita. È così per la violenza alle donne, contro la quale abbiamo fatto approvare una legge, quella sullo stalking, sulle molestie, nata sulla base del lavoro del centrosinistra nella passata legislatura.

… ha una giustizia che funziona
Per riformare la giustizia italiana servono non i soliti annunci, ma fatti concreti. Quelli contenuti nelle proposte che il Partito Democratico non si è mai stancato di avanzare, tra le quali l’introduzione dell’ufficio del processo, la costituzione definitiva della Scuola della
magistratura e il Centro unico nazionale di ascolto per le intercettazioni, già previsto dall’ultimo governo di centrosinistra.

… è un Paese unito
È grazie all’opposizione del Partito Democratico che l’originario disegno di legge “Calderoli” sul federalismo fiscale non esiste più e che le sue disposizioni iniziali, infarcite di egoismo territoriale, sono state sostituite da un testo più conforme al dettato costituzionale, più solidale e responsabile.

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PD: DA ESEMPIO NEGATIVO, LIBRINO DIVENTI LUOGO DI RISCATTO

arton948-8372dNonostante l’assenza di Dario Franceschini, volato a Cagliari per partecipare ai funerali di Stato dei tre lavoratori della Comesa morti asfissiati, martedì scorso, dentro il silos dell’Nhc1, il Pd catanese ha deciso ugualmente di mantenere l’appuntamento di Librino presso la chiesa Resurrezione del Signore per i incontrare i cittadini del quartiere.
“Avevamo deciso di organizzare la manifestazione a Librino, perché oggi, più che mai, ci sembra necessario riportare la politica laddove è mancata per troppo tempo. Ci dispiace che Franceschini non sia qui con noi – ha detto il segretario provinciale del Pd, Luca Spataro, durante il suo intervento nel salone della Parrocchia di viale Castagnola, 4 – ma comprendiamo, poiché la nostra provincia meno di un anno fa ha subito una tragedia simile quando morirono i sei operai a Mineo”.
“Librino – ha ricordato Spataro – è una città nella città: abbandonata dalla politica, senza servizi, dove la presenza dello Stato è debole e dove il degrado, segnalato più volte anche dalla stampa nazionale, dovrebbe indurre tutti a fare uno sforzo maggiore”.
“Librino è un quartiere in cui tanti cittadini non si aspettano più nulla dalla politica – ha evidenziato- , ma anche un quartiere che dà primi segnali di un riscatto possibile, dove negli ultimi anni è cresciuto un tessuto associativo importante”.
“Siamo qui per dirvi: scusate se anche noi non siamo stati all’altezza dei vostri problemi, ma oggi e domani – ha concluso Spataro – vogliamo starvi accanto, lottare insieme a voi, fare in modo che la bellezza sconfigga il degrado e che Librino da esempio negativo diventi luogo di riscatto per la città intera”.
Alla manifestazione hanno preso parte fra gli altri i candidati del PD alle europee Rita Borsellino e Giovanni Barbagallo, i parlamentari regionali Nino Di Guardo e Concetta Raia e quelli nazionali Giovanni Burtone e Giuseppe Berretta. Quest’ultimo ha detto che “Librino non è solo il problema di una città male amministrata, ma una parte della più generale e rilevante questione delle periferie degradate”. “Il Governo Prodi – ha continuato Berretta – ha varato per Librino la Zona Franca Urbana, uno strumento per incentivare gli investimenti e la libera impresa mediante agevolazioni fiscali, tributarie e contributive. E’ una misura di grande importanza che renderebbe più attrattivo il quartiere su cui denunciamo l’immobilismo del Governo Berlusconi”.

Manifestazione a Librino

Il segretario nazionale del partito democratico Dario Franceschini, la cui presenza era prevista per il pomeriggio in provincia di Catania, non potrà partecipare alle iniziative previste a Librino ed Acireale. Il leader democratico ha deciso nella mattinata di volare a Cagliari per partecipare ai funerali di Stato dei tre lavoratori della Comesa morti asfissiati, martedì scorso, dentro il silos dell’Nhc1.
Il Pd etneo si unisce al cordoglio delle famiglie dei tre operai sardi e comprende l’importanza della presenza del nostro segretario, Dario Franceschini, questo pomeriggio in Sardegna. Sappiamo bene cosa significhino tragedie di questa portata. Meno di un anno fa la nostra provincia, a Mineo, è stata colpita nel cuore da un evento del tutto simile:sei operai persero la vita durante un servizio di manutenzione. In questa giornata vogliamo unire al cordoglio per gli operai sardi , il ricordo per quei nostri concittadini.

Per questo e per l’importanza della scelta di Librino abbiamo deciso di mantenere la manifestazione con la partecipazione dei candidati alle europee Rita Borsellino e Giovanni Barbagallo e i parlamentari regionali e nazionali.

Franceschini a Catania, il Pd etneo sceglie Librino

franceschini21Sabato 30 Maggio, pomeriggio catanese per il segretario nazionale dei Democratici

Si chiuderà a Catania la giornata siciliana del segretario nazionale del Pd Dario Franceschini che arriverà a Librino alle ore 16.00 dove, nella Parrocchia , incontrerà i cittadini del ‘quartiere-simbolo’ dell’incuria e del malgoverno del centrodestra.
La scelta di Librino per la tappa catanese del leader dei Democratici è stata fortemente voluta dal segretario provinciale del Pd, Luca Spataro che afferma come “avremmo potuto scegliere di organizzare una grande manifestazione in una Piazza o in un centro congressi del centro della città, ma crediamo che questo sia il momento di ridare senso e significato alla politica. In questo quadro – aggiunge- è necessario riportare la buona politica dove è mancata per troppo tempo e dove l’incapacità di risoluzione dei problemi è più evidente”.
Per Spataro, “Librino è una città nella città, abbandonata dalla politica, un quartiere senza servizi, dove la presenza dello Stato è debole, dove il degrado segnalato più volte anche dalla stampa nazionale dovrebbe indurre tutti a fare uno sforzo maggiore”.
“Non è tollerabile che la nona città d’Italia abbia territori abbandonati a se stessi, in cui i cittadini si sentono soli e lontani dalle istituzioni. Librino – osserva l’esponente catanese del Pd- è un quartiere in cui tanti cittadini non si aspettano più nulla dalla politica, ma anche un quartiere che dà segnali timidi di un riscatto possibile, dove negli ultimi anni è cresciuto un tessuto associativo importante”.
“Noi con il nostro partito, con il nostro leader – evidenzia Spataro- vogliamo stare là, aiutare i cittadini di quel quartiere ad accendere i riflettori sui problemi, le difficoltà e i disagi che vive quella comunità. Vogliamo dire con forza: scusate se sin qui anche noi non siamo statti all’altezza dei vostri problemi – ammette- ma oggi e domani vogliamo starvi accanto, lottare insieme a voi, fare in modo che la bellezza sconfigga il degrado e che Librino da esempio negativo diventi luogo di riscatto per la città intera”.
“A Franceschini – annuncia Spataro- chiederemo un impegno forte per Catania, per Librino, per il mezzogiorno intero. Ribadiremo il nostro impegno, come già fatto durante l’ultimo governo di centrosinistra per la Zona franca Urbana a Librino chiedendo al Governo di centrodestra di accelerare e di uscire dall’immobilismo”.
“Oggi viviamo nell’‘Italia divaricata’, l’Italia del Nord-Sud, dei ricchi-poveri, del centro-periferie. L’impegno del Pd – ribadisce il segretario etneo del partito- è quello di riunire il Paese, accorciare le distanze, sostenere i più deboli”. “Noi stiamo dalla parte di chi ha più bisogno della politica – conclude Spataro- di chi ha più bisogno che nella crisi ci sia una politica a favore dei più deboli e dei territori più in difficoltà. Questa è la differenza tra noi e loro.Una differenza che vogliamo rimarcare con questa iniziativa”.
La giornata di Franceschini proseguirà dopo ad Acireale alle 17,45 in piazza Duomo dove si terrà una manifestazione pubblica in occasione delle amministrative della seconda città della provincia e delle elezioni Europee. Durante le iniziative il leader Demcratico sarà accompagnato dal segretario provinciale, Luca Spataro, dai candidati siciliani alle elezioni Europee e da tutta la deputazione catanese.

SICILIA: SPATARO (PD), CENTRODESTRA PALLA AL PIEDE PER SVILUPPO ISOLA

“E’ ora di porre fine alla più triste esperienza della politica siciliana. Un governo che in un anno ha distrutto qualsiasi speranza di sviluppo per questa terra”. Lo afferma Luca Spataro, membro del coordinamento regionale e segretario provinciale del Pd di Catania che aggiunge come “la Sicilia è paralizzata da un eterno e irrisolvibile conflitto, una paralisi devastante in un momento di grave crisi economica che dimostra come questa classe dirigente e questo centrodestra non abbiano per niente a cuore le sorti di questa regione, ma solo una lotta senza frontiere per dominarla”. Per Spataro “ci vuole un richiamo alla serietà e alla responsabilità. Anziché fare dichiarazioni di guerra sui giornali, il centrodestra prenda atto che nonostante il consenso ricevuto e la larga maggioranza assegnatagli dai siciliani, non è in grado di reggere alla prova del governo. Ormai questa maggioranza è una palla al piede per lo sviluppo dell’Isola”.
“Siamo la regione con l’indice di disoccupazione più alto d’Italia – osserva l’esponente dei Democratici- e stessa cosa vale per l’indice di povertà relativa. Non c’è una misura del governo a favore delle imprese e dei cittadini e la programmazione dei fondi comunitari è ferma al palo”.
“Intanto – prosegue Spataro- mentre loro litigano, il vice ministro Castelli ammette candidamente ciò che il Pd denuncia da un anno: ‘Per la prima volta dall’insediamento del nostro governo e’ il Sud che paga per tutto il Paese’. Questo avviene nel totale silenzio del centrodestra siciliano che per molto, ma molto meno, durante il governo Prodi, organizzava allegre scampagnate a Roma”.
“Quando nacque l’Mpa – conclude Spataro- Lombardo inveì contro i 61 parlamentari del centrodestra che nella legislatura 2001-2006 non avrebbero difeso adeguatamente la Sicilia a causa del ‘romanocentrismo’ dei loro partiti. Oggi a 5 anni da quelle affermazioni e dopo la nascita del movimento autonomista è forse cambiato qualcosa? In realtà si, ma in peggio, perché questo centrodestra siciliano al di là delle etichette partitiche è un coacervo di ascarismo e mediocrità”.

CATANIA: PD, DA SINDACO NESSUNA RISPOSTA SU SITUAZIONE FINANZIARIA

Catania, 20 mag. – (Adnkronos) – “Il bilancio di previsione approvato dal Comune di Catania manca della totale copertura delle spese relative ad alcuni comparti, in particolare ai servizi sociali
che sono essenziali per i ceti deboli della nostra collettivita’”.
Cosi’ in una nota il gruppo consiliare del Partito democratico ha denunciato “anche la non sufficiente attendibilita’ di alcuni dati determinanti delle entrate che, sicuramente, appaiono sovradimensionati come la risorsa, circa 10milioni di euro, che si presume possa ricavarsi dal recupero dell’evasione fiscale”.
“Il voto contrario del Pd – continua la nota – e’ stato determinato oltre che dalla inattendibilita’ di alcune previsioni
anche dalla complessiva valutazione politica sull’amministrazione guidata dal sindaco Stancanelli che, a distanza di un anno dal suo insediamento, non e’ riuscito a dare concrete risposte che facciano presumere un vero e credibile risanamento della situazione finanziaria
del nostro Comune”.

NASCONO I GIOVANI DEMOCRATICI DELLA PROVINCIA DI CATANIA

fotogdRosario Liuzzo, studente di economia, 23 anni, di Bronte eletto segretario Provinciale

Si è svolto ieri il primo congresso dei Giovani Democratici della Provincia di Catania che ha sancito la nascita dell’organizzazione nel territorio etneo ed ha eletto Rosario Liuzzo, studente di Economia, 23 anni, di Bronte, segretario Provinciale.

L’assemblea formata da tutti gli eletti alle primarie dei giovani della provincia ha visto una nutrita partecipazione di simpatizzanti del neonato movimento giovanile del Pd e un dibattito approfondito sul ruolo dei Gd nel territorio e sulla condizione di estrema precarietà delle giovani generazioni.

I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Cicala, ultimo segretario della Sinistra giovanile regionale, e da Salvo Nicosia, attuale segretario regionale dei Giovani Democratici.

Il segretario Provinciale del Pd Luca Spataro,da sempre legato al movimento giovanile catanese, ha voluto testimoniare la propria vicinanza e tutto i sostegno del Pd etneo alla nuova organizzazione. Nel suo intervento Spataro ha ribadito la necessita di svolgere un lavoro comune tra partito e Gd per costruire un forte radicamento sul territorio e ha raccomandato ai neo eletti dirigenti, in un passaggio del suo intervento molto applaudito, di coltivare la propria autonomia dalle beghe interne al Partito e di aiutare il pd a costruire un rapporto solido con le nuove generazioni.

Durante l’assemblea hanno portato il loro saluto i parlamentari Giuseppe Berretta, Concetta Raja e Giovanni Barbagallo.

Rosario Liuzzo, neo-segretario eletto all’unanimità, ha immediatamente nominato il proprio esecutivo e distribuito alcuni incarichi di Lavoro:Sebastiano Caruso(vicesegretario), Damiano Pagliaresi,(Resp. Organizzativo), Antonio Currao(Università),Barbara Bagnato, Rosalba Di Perna, Luca Tasinato(Scuola),Claudia Patanè(Cultura),Alfio Mavica(Ambiente), Giovanni Scollo(Politiche giovanili e Welfare),Vincenzo Ventura(Comunicazione). Livio Gigliato è stato nominato il responsabile dell’area Metropolitana.

Lunedì alle ore 11.00 presso la sede dell’Unione Provinciale del Pd, si terrà la conferenza stampa di presentazione dei Gd e dei nuovi organismi dirigenti.

COMUNI: CATANIA; D’AGATA (PD), NON CONSEGNATI CUD DIPENDENTI

CATANIA, 7 MAG – Il consigliere comunale del partito democratico Rosario D’Agata ha presentato un’interrogazione al sindaco con la quale ”denuncia come ancora oggi non sono stati distribuiti al personale dell’Ente i Cud per la dichiarazione dei redditi”.
”I termini per la presentazione – osserva l’esponente del Pd – stanno per scadere e il ritardo potrebbe causare dei disagi per i dipendenti che si avvalgono per la presentazione dei redditi , dell’assistenza del sostituto d’imposta o dei Caf”.